CURIOSITÀ SUL TARTUFO

Cos’è il tartufo?

Composizione
È composto per l'80% da acqua. 
Negli elementi minerali prevale il potassio, seguito da calcio, sodio, magnesio, ferro, zinco e rame. Il valore del tartufo non sta quindi nel suo apporto alimentare, ma nella sua enorme capacità di produrre piacere nel consumatore.

La cerca

Nel bosco quando il cane fiuta il tartufo lo indica al cercatore il quale con un particolare zappino lo estrae con la massima delicatezza.

Per permettere la formazione di nuove radichette (che saranno a loro volta micorrizate) è di fondamentale importanza che il cercatore rimetta a posto il terreno rimosso, così da poter ben sperare nella formazione di un nuovo corpo fruttifero.

Il tartufo nella storia

Il tartufo è conosciuto fin dai tempi più antichi: le prime notizie compaiono nell'opera “Naturalis Historia” di Plinio il Vecchio (79 d.C.) da cui si evince che il tuber era molto apprezzato sulla tavola dei Romani i quali molto probabilmente lo avevano conosciuto dagli Etruschi. Risulta che Babilonesi già lo conoscessero nel 3000 a.C. e nel I secolo d.C. il filosofo Plutarco di Cheronea formulò la fantasiosa ipotesi secondo la quale i tartufi sarebbero stati generati dalla combinazione di acqua, fuoco e i fulmini scagliati da Zeus in prossimità di una quercia, albero a lui sacro, e ciò venne poi ripreso anche dal poeta Giovenale: inoltre, dato che Zeus/Giove era celebre anche per la sua attività amatoria, ecco che al tartufo vennero attribuite delle proprietà afrodisiache, tantoché il medico greco Galeno scriveva che il tartufo era molto nutriente e che poteva "disporre della voluttà".  

In epoca romana il tartufo era molto apprezzato per il suo gusto ed aveva un prezzo elevato proprio a causa della sua rarità, dovuta alla sua difficile reperibilità.

Durante il Medioevo il tartufo venne indicato come cibo del demonio e bandito da ogni dieta: si credeva infatti che fosse velenoso, e questo dipendeva dal fatto che poteva crescere in terreni dove si trovavano nidi di vipere, utensili di ferro arrugginiti o addirittura cadaveri o carcasse: fu nel Rinascimento che il tartufo venne non solo riscoperto, ma che divenne addirittura un grande protagonista delle mense aristocratiche.

Nel 1700, una volta abbandonata la consuetudine di condire i cibi con notevoli quantità di spezie, si diffuse la pratica di usare il tartufo per dare sapore alle pietanze: il suo utilizzo si diffuse così nelle varie corti europee, soprattutto in Francia dove si sviluppò una predilezione per il Nero Pregiato - Melanosporum Vitt. e in Italia dove invece si affermò il consumo del Tartufo Bianco - Magnatum Pico